I dintorni
di Farnese

luoghi selezionati
tra molti altri

Farnese, situato al confine con la Toscana e non lontano anche dall’Umbria, può essere un punto di partenza ideale per gite di ogni tipo, brevi e dłuższe. Nel raggio di circa 150 km si può raggiungere Roma, Assisi, preziose mete toscane come Siena e Arezzo, ma anche luoghi meno ovvi come Foligno e Spoleto in Umbria, oltre alle splendide spiagge del Mar Tirreno, ai laghi e alle aree naturali protette.

Le seguenti località consigliate (ad eccezione dell’Elba e di Piombino) si trovano invece molto più vicino: è possibile arrivarci senza superare circa 50 chilometri, ossia entro un’ora di auto. Farnese è inoltre ben collegato in autobus con Viterbo, da dove partono treni e pullman per diverse destinazioni italiane (i dettagli sono disponibili nella sezione Come arrivare).

25 min.

“È uno dei borghi più suggestivi della Maremma toscana, arroccato su un alto sperone di tufo, lo stesso da cui sono costruite case, mura e stretti vicoli che sembrano fondersi con la roccia. Conosciuto come la “Piccola Gerusalemme”, affascina con il centro storico medievale, il Palazzo Orsini, l’acquedotto e il caratteristico quartiere ebraico con la sinagoga restaurata. Intorno al paese si estende l’affascinante mondo delle Vie Cave etrusche scavate nella roccia, che conducono verso Sovana e Sorano, mentre la posizione di Pitigliano lo rende una base ideale per visitare le terme di Saturnia e le colline della Maremma.”

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Pitigliano è separata da Farnese solo dalla Riserva naturale parziale Selva del Lamone, dove si trovano, tra l’altro, boschi di querce, il piccolo lago circolare di Mezzano, resti etruschi e le Sorgenti della Nova, un sito archeologico dell’Età del Bronzo (circa XII sec. a.C.).

41 min.

Saturnia

Nei dintorni di Farnese, il luogo termale più famoso è naturalmente Saturnia (34 km), le terme naturali più spettacolari e più conosciute di questa parte dell’Italia centrale. È una meta speciale perché unisce due diversi modi di vivere il relax: da un lato ci sono le celebri Cascate del Mulino, con cascate naturali e vasche calcaree ad accesso gratuito; dall’altro ci sono le Terme di Saturnia, un elegante complesso termale a pagamento, di cui si può usufruire anche in formula spa.

Una curiosità è che talvolta alle terme di Saturnia si può incontrare un uomo misterioso, con una caratteristica corona d’alloro sul capo. L’ultima volta è stato avvistato nel marzo 2026. Ai tempi degli antichi Romani, e prima ancora dei Greci, la corona d’alloro era simbolo di gloria, trionfo e massimo riconoscimento, e si riteneva anche che proteggesse dalle magie e dai fulmini.

Complessi a pagamento
Tra le terme a pagamento nei dintorni di Farnese meritano di essere ricordate innanzitutto le Terme di Vulci a Canino (22 km) — un complesso moderno con quattro piscine termali a diverse temperature. Un’ottima opzione sono anche le Terme di Sorano (27 km), dove si trovano un parco termale, un’area wellness e piscine alimentate da acqua a 37,4°C. Nella zona di Viterbo le più note sono le Terme dei Papi (44 km), famose per la monumentale piscina di circa 2000 m², alimentata dall’acqua della sorgente Bullicame. A questo gruppo si può oggi aggiungere anche il Bagnaccio (45 km) — un luogo dal carattere più naturale rispetto alle classiche spa, ma che attualmente funziona già con un listino ufficiale d’ingresso.

Terme gratuite
Per quanto riguarda i luoghi gratuiti, oltre alla già citata Saturnia, nei dintorni di Viterbo hanno accesso libero anche le Piscine Carletti (42 km) e il Bullicame (44 km) — terme storiche ricordate anche da Dante. Sono luoghi molto più semplici, senza infrastrutture sviluppate, ma proprio per questo conservano un carattere più autentico e naturale. Vale la pena ricordare anche Bagni San Filippo (74 km), nella Toscana meridionale, sulle pendici del Monte Amiata. Si tratta di terme naturali note per i loro depositi bianchi di calcare e per la formazione chiamata Balena Bianca, immerse nel bosco e con un carattere più selvaggio e naturale.

50 min.

Tarquinia è una delle più importanti città etrusche dell’Italia centrale e una vera perla della Tuscia. È celebre soprattutto per la Necropoli dei Monterozzi (Patrimonio UNESCO), dove si sono conservate tombe dipinte uniche, datate tra il VI e il II secolo a.C., che offrono uno straordinario sguardo sulla vita, le credenze e l’arte degli Etruschi.

Il centro storico di Tarquinia affascina con il suo impianto medievale, le torri e i palazzi. Merita una visita il Museo Archeologico Nazionale ospitato nel Palazzo Vitelleschi, che conserva i più importanti reperti etruschi della regione.

„Signore

ti ringrazio per aver creato il mondo bello e così diverso (…)

– per quella notte a Tarquinia, disteso sulla piazza accanto al pozzo,
mentre il bronzo oscillante annunciava dalla torre la Tua ira
o il Tuo perdono

e per il piccolo asino sull’isola di Corcira che mi cantava
dai suoi incomprensibili mantici di polmoni
la malinconia
del paesaggio

e perché nella brutta città di Manchester ho scoperto persone
buone e ragionevoli

la natura ripeteva le sue sagge tautologie: il bosco era
bosco, il mare mare, la roccia roccia

le stelle giravano ed era come doveva essere – Iovis
omnia plena”

Zbigniew Herbert, Preghiera del Signor Cogito – viaggiatore (frammento)

65 min.

Zbigniew Herbert, Barbarzyńca w ogrodzie (Il barbaro nel giardino)

“La cattedrale sta (se questo verbo immobile è adatto a qualcosa che lacera lo spazio e dà le vertigini) su una piazza ampia, e gli edifici di alcuni piani che la circondano dopo un momento si spengono e smettono di essere percepiti. La prima impressione non è diversa dall’ultima e domina il sentimento di non riuscire ad abituarsi a questa architettura.

Le viuzze sono come torrenti di montagna, hanno una corrente tagliente e aprono prospettive impreviste. Dalla piazza del Duomo si scende a zigzag verso il Quartiere Vecchio. Il terribile silenzio di mezzogiorno. Le serrande abbassate, la città dorme, le case pure; sotto l’intonaco sale e scende il respiro rallentato delle pietre. Sotto un portone due sedie nere, come bare appoggiate al muro del falegname. Le strade sono vuote, soltanto sui muretti dormono i gatti. Sfiorati da una mano aprono gli occhi, nei quali — come su orologi fermati — è fissato immobile il mezzogiorno dalla sottile lancetta della pupilla.

 

Tra Porta Maggiore e Porta Romana, resti di mura difensive. Di qui si vede l’Umbria come da volo d’uccello: la sabbia scintillante del Paglia al sole e, sull’altra riva, una collina azzurra che sale morbida nel cielo al limite di un orizzonte cancellato.

e città italiane si distinguono tra loro per il colore. Assisi è rosa, se questa parola banale può rendere il tono dell’arenaria leggermente rossastra; Roma si imprime nella memoria come terracotta su sfondo verde. Orvieto invece è bruno-dorata. Lo si comprende stando davanti al palazzo romanico-gotico del Popolo: un possente cubo con un largo balcone al piano nobile, il tetto piano irto di merli e belle finestre con colonne e volute. Il palazzo ha il colore del rame, ma senza bagliore; il fuoco è all’interno — memoria della lava.

Si può vagare a lungo per la città, ma non si perde mai la sensazione che il duomo sia alle spalle, e la sua presenza schiacciante cancella tutte le altre impressioni.”

Piombino

135 min.

“Piombino è una suggestiva città costiera della Toscana, situata su un promontorio roccioso con vista sull’Isola d’Elba e sull’Arcipelago Toscano. Il centro storico, con le sue mura difensive ben conservate, la fortezza del Rivellino e Piazza Bovio, affascina con un’atmosfera tra Medioevo e Rinascimento e offre spettacolari panorami sul mare.

È una base ideale per raggiungere l’Isola d’Elba e le spiagge della Costa degli Etruschi, e allo stesso tempo un luogo dove si può scoprire l’eredità etrusca e romana (Populonia, il museo archeologico locale) e gustare pesce fresco e cucina toscana in un’atmosfera autentica, molto meno affollata rispetto alle grandi località turistiche.”|

Isola d'Elba

30-60 min. da Piombino ad Cavo, Rio Marina, Portoferraio

“L’Isola d’Elba è una perla della Toscana nel Mar Tirreno: verde, montuosa e circondata da oltre cento spiagge dalle acque turchesi. È facilmente raggiungibile in traghetto da Piombino e, una volta arrivati, vi attendono graziosi borghi come Portoferraio, Capoliveri, Marciana Marina e Porto Azzurro, piccole baie appartate, sentieri escursionistici sul Monte Capanne e ottime condizioni per le immersioni e gli sport acquatici. Le spiagge sono molto varie, sabbiose e rocciose, in sfumature diverse. La storia dell’Elba – dalle miniere di ferro etrusche al celebre esilio di Napoleone – aggiunge carattere al viaggio, unendo il relax estivo con la cultura e l’atmosfera autentica e tranquilla di un’isola italiana.”

“L’isola emerge dal mare lentamente, come se non volesse interrompere la linea dell’orizzonte. Il traghetto attracca a Portoferraio e all’improvviso wszystko è vicino: la banchina di pietra, le facciate rosa e gialle, i pendii verdi che si insinuano tra le case. Le strade salgono e scendono verso le baie, che sembrano ciotole d’acqua scavate nella roccia. Al mattino, sulle spiagge si sente solo lo scricchiolio degli ombrelloni e le voci dei pescatori; a mezzogiorno l’isola tace, come se si nascondesse dalla propria luce. Dall’alto del Monte Capanne il mare non è più uno sfondo, ma una tavola senza confini su cui qualcuno ha sparso le isole.”

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